Vårvintern.

Amo questo momento di passaggio, che la Svezia riconosce come una stagione a sé. Vårvintern. Primavera/inverno, inverno primaverile o meglio primavera invernale. Cold spring. Quella primavera da casa di montagna asciugamani ruvidi acqua gelata saponette bianche che sanno di Marsiglia. Lavanda e cotone molto spesso. Mi piace. Mi piace anche perché sa di inizio. Per i Romani l'anno iniziava a marzo. E anche per me, più che a gennaio. A gennaio e a febbraio stai ancora tenendo duro per l'inverno, stai capendo dove sei e cosa sei. Ora ti svegli e rinasci. Sei quella gemma verde vellutata che ho visto sul cespuglio e mi ha fatto tenerezza e cadeva un pochino pochino di neve. Ora piove e tutto quasi profuma. L'acqua profuma. Vårvintern. Mi commuove il cuore e mi ricorda l'inizio perché mi sono trasferita in Svezia in vårvintern, senza avere le parole per dirlo. E anche nella casa nuova siamo entrate in vårvintern. Tulipani e snödroppare. Quando sono arrivata qui passeggiavo tutti i pomeriggi nel parco e bevevo il tè o la cioccolata, a volte con Francesca, spesso da sola, e mi dava un po' di conforto nella nostalgia. Ora la nostalgia é molto diversa, é quasi nostalgia di quel ricordo, e mi conforta lo stesso. Così dolce. Mattine in pigiama lavorando da casa per la quarantena. Burro d'arachidi e marmellata di lamponi. Kristin figlia di Lavrans azzurro scuro. L'aria fredda quando aprivo le finestre per cambiare aria. Calzini di lana.

Ho fatto una cena venerdì per celebrare vårvintern, e sto perfezionando due ricette che vorrei registrare qui. Sono due pietanze calde e saporite e confortanti, ma una é quasi dolcina, molto cremosa e piena di porri profumati, la seconda spilla aceto e carote morbide ma ancora croccanti, e sapete (se non lo sapete guardate qui) che quando arriva marzo io penso subito carote. La prima ricetta é uno stufato di fagioli, che ho visto su George eats e che ho rifatto due volte, con vari legumi. L'idea é prima di tutto di cuocere la parte bianca di due porri in forno fino a che non saranno neri fuori - ti direi a 200° per una mezz'oretta, ma fa fede il colore; nel mentre prepari una besciamella con 70gr di burro fuso, 50gr di farina e 500ml di latte vegetale (se hai una padella grande che va in forno, usa pure quella, se no versa la besciamella in una pirofila una volta pronta). Aggiungi 500gr di fagioli bianchi già cotti (o i legumi che vuoi), la polpa dei porri cotti (conserva la parte bruciata per una torta salata!), sale, pepe, lievito alimentare a piacere. Mescola bene, spolvera con altro lievito alimentare e poi fai gratinare in forno caldo fino a che non sarà dorato e spumeggiante. La seconda ricetta me l'ha insegnata la mia amica Lilli (<3) e l'ho mangiata in Tasmania fino alla nausea. Dovete iniziare la mattina - o la sera prima - per la cena, e vi serve un aceto di mele di ottima qualità. Lavate e tagliate a rondelle 500gr di carote (potete fare carote e pastinache, ma a me piace di più di sole carote), tagliate finemente una cipolla, tritate 100gr di noci; mettete tutto in una padella ampia, in cui poi cuocerete le verdure, e condite con due cucchiai di salsa di soia, quattro cucchiai di olio d'oliva, e un buon 300ml di aceto di mele. Mescolate per bene e lasciate marinare. Poi cuocere a fiamma viva fino a che le verdure non saranno belle abbrustolite, e godetevi questo capolavoro. Le due ricette insieme sono un match made in heaven. 

E grazie Carlotta per aver pensato di fare una foto mentre io ero troppo occupata a mangiare.

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